Statuto e Regolamento Associativo


LOGO 6

 STATUTO

PROLOGO

Il giorno sei luglio millenovecentottantuno fu fondata in Santo Stefano di Magra l’ “ASSOCIAZIONE DI PUBBLICA ASSISTENZA CROCE BIANCA DI SANTO STEFANO MAGRA” legalmente costituita il 29 ottobre 1981, con atto a ministero del notaio Federici Giovanni Carlo rep. n. 53179, registrato a La Spezia il 5 ottobre al n. 4527. Essa è iscritta all’Albo Regionale delle organizzazioni di Volontariato – Settore Sanitario – n° SN – SP – A50 -91/94, giusta D.P.G.R. Liguria n° 785 prot. 91424 del 06/07/1994. Il ventinove marzo 1998, con delibera della giunta regionale n°1354, l’ Associazione fu inserita nel Registro regionale delle persone giuridiche di diritto privato con il numero d’ordine 85.

L’Associazione opera senza fini di lucro ” ONLUS di diritto”, con autonomia statutaria e gestionale e persegue finalità di carattere solidaristico nel settore sanitario e sociale.

CAPO I

DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE

Articolo 1

COSTITUZIONE

  1. E’ costituita, con sede legale ed amministrativa, in Santo Stefano di Magra la “PUBBLICA ASSISTENZA CROCE BIANCA SANTO STEFANO MAGRA. Associazione Onlus” di seguito denominata “Associazione”.
  2. L’ Associazione si basa sulla vigente legislazione statale (legge 266/91) e regionale (legge 42/2012) relativa alle organizzazioni di volontariato. Essa fonda la sua attività istituzionale sui principi della democrazia, della partecipazione sociale e del volontariato, da intendersi, quest’ultimo, come prestazione spontanea e gratuita dei propri aderenti, senza fini di lucro anche indiretti, rivolta alla solidarietà umana in favore dell’insieme dei cittadini e non esclusivamente ai membri dell’organizzazione stessa.
  3. L’ Associazione ha durata illimitata e potrà essere sciolta con deliberazione dell’ Assemblea generale qualora fosse impossibilitata ad operare per mancanza di Soci o di risorse finanziarie.
  4. L’ Associazione aderisce attualmente all’ “ASSOCIAZIONE NAZIONALE PUBBLICHE ASSISTENZE” A. N. P. A. S. – Comitato Regionale Liguria ed esaurisce le proprie finalità statutarie nell’ambito regionale ligure.

Articolo 2

EMBLEMA

  1. L’ Associazione ha sede nel capoluogo e potrà costituire succursali in altre località del territorio.
  2. L’emblema dell’ Associazione è costituito da una bandiera in campo bianco con all’interno il logo riprodotto in calce al presente Statuto.

L’esposizione e l’uscita della bandiera sociale sono disciplinate dal Regolamento amministrativo e di organizzazione.

  1. L’ Associazione è retta da uno Statuto e da un Regolamento Amministrativo e di Organizzazione, di seguito denominato “Regolamento”, entrambi approvati dall’ Assemblea generale degli associati . 

Articolo 3

SCOPI ISTITUZIONALI

  1. L’Associazione è apolitica, apartitica, senza scopo di lucro, persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale. Ad essa possono aderire cittadini italiani e non, senza distinzione di razza, sesso, religione, ideologia e classe sociale.
  2. Sono sue finalità specifiche:
  3. l’ impegno alla costruzione di una società più equa e solidale mediante azioni finalizzate all’aiuto ed all’assistenza degli altri, senza discriminazione alcuna;
  4. l’organizzazione del trasporto socio – umanitario, dei servizi di pronto soccorso e di emergenza;
  5. l’intervento di Protezione Civile nell’ ambito delle attività finalizzate ai soccorsi in caso di calamità, tutela dell’ ambiente e della fauna, nonché la partecipazione ad esercitazioni;
  6. il trasporto di emoderivati e di organi da e per le strutture sanitarie;
  7. l’ effettuazione di trasporti, presso luoghi di cura, strutture socio – sanitarie, case di riposo;
  8. l’espletamento, di concerto con le istituzioni locali, di servizi assistenziali e di sostegno alle persone in conclamato disagio socio-economico, o che necessitano di reinserimento nel tessuto sociale;
  9. il comune impegno con Enti pubblici, Associazioni del volontariato, privati, nell’ ambito delle proprie attività, anche tramite la stipula di convenzioni;
  10. la promozione di iniziative di formazione in ambito sanitario; soccorso; protezione civile  e l’organizzazione di attività  culturali, di svago e socializzazione.
  11. Per il raggiungimento dei fini istituzionali, l’ Associazione utilizza in maniera indifferenziata tutte le rendite del patrimonio. Hanno vincolo di destinazione specifico solo le donazioni e/o i contributi modali.
  12. L’ Associazione può stipulare tutti gli atti e negozi di diritto privato funzionali al perseguimento dei propri scopi istituzionali. Non è consentito svolgere attività diverse da quanto previsto al comma 2, ad eccezione di quelle alle medesime direttamente connesse o di quelle per natura accessorie alle statutarie, in quanto integrative delle stesse, nei limiti e secondo le modalità consentite dalla legge 266/91 e successive modifiche ed integrazioni.

Articolo 4

ASSOCIATI

  1. Possono aderire all’ Associazione, oltre ai fondatori, tutti coloro che dichiarano di accettarne lo Statuto ed il Regolamento e che si impegnano ad operare per il conseguimento dei fini istituzionali. Tutti gli associati hanno eguali diritti e doveri ed a tutti sono garantite pari opportunità. Il numero degli associati è illimitato. Nessun motivo legato a distinzioni di razza, sesso, religione, cittadinanza e appartenenza politica può ostare all’ iscrizione. Non possono, invece, divenire associati coloro che abbiano rapporti di lavoro, appalto, somministrazione o forniture con l’ Associazione, o che svolgano in proprio le medesime attività da questa esplicate.
  2. Gli associati sono distinti nelle seguenti categorie:
  3. ONORARI E BENEMERITI. Coloro che si sono particolarmente distinti per una lunga attività di servizio all’ interno dell’ Associazione, per elargizioni straordinarie in denaro, beni immobili, mobili ed attrezzature, nonché coloro i quali abbiano compiuto atti di coraggio solidaristico o abbiano svolto un’attività particolarmente degna in occasione di calamità pubbliche. Tale qualifica viene attribuita dalla Assemblea generale degli Associati su proposta del consiglio direttivo.
  4. Coloro che pagano la quota sociale senza prestare servizio attivo nell’ Associazione. L’ ammissione avviene con la sottoscrizione della tessera ed il pagamento della quota annuale di adesione.
  5. Coloro che prestano, spontaneamente e con continuità, senza alcuna remunerazione, un impegno personale operativo nell’ ambito delle attività della Associazione per il raggiungimento dei suoi scopi. Essi formano il Corpo dei Militi e si costituiscono in Assemblea secondo la disciplina di cui agli articoli 9,10,11,12 dello Statuto ed al Regolamento.
  6. Sono i giovani compresi tra il quattordicesimo ed il diciottesimo anno di età che, col consenso dei genitori, frequentano l’ Associazione senza prestare servizio attivo; essi sono esonerati dal pagamento della tessera.

Tutti gli Associati, tranne gli allievi, hanno diritto al voto

I Volontari devono essere coperti da assicurazione contro infortuni, malattie e responsabilità civile verso terzi, per gli eventi occorsi durante l’espletamento delle attività inerenti il servizio di  volontariato nel rispetto della vigente normativa.

Articolo  5

DIRITTI ED OBBLIGHI DEGLI ASSOCIATI

  1. Gli aderenti all’ “ Associazione “ hanno pari diritti, dignità e doveri. In generale, sono garantiti i diritti inviolabili della persona senza discriminazione alcuna.

In particolare, gli Associati hanno diritto di:

  1. prendere parte alla vita dell’ “ Associazione “ ed alle iniziative  da essa organizzate;
  2. avere conoscenza dei programmi con i quali l’Associazione intende attuare i propri fini;
  3. usufruire di tutti i servizi dell’Associazione;
  4. partecipare alle Assemblee e chiederne la convocazione nei termini previsti dallo Statuto;
  5. eleggere gli organi sociali (elettorato attivo)ed esserne eletti (elettorato passivo);
  6. dimettersi in qualsiasi momento

Tutti gli Associati  possono accedere alle informazioni, delibere, documenti amministrativi ed economico- finanziari, libri sociali, registri ed esercitare il controllo sull’ attività, cosi come possono formulare proposte sui programmi.

  • A loro volta gli associati debbono :
  • osservare le norme dello Statuto, del Regolamento e le delibere adottate dagli organi sociali;
  • pagare la quota associativa;
  • impegnarsi nelle attività finalizzate al raggiungimento degli scopi statutari;
  • mantenere un comportamento consono alle finalità dell’ Associazione, improntato a spirito di solidarietà, correttezza ed collaborazione;
  • non compiere atti che possano danneggiare materialmente, economicamente e moralmente gli interessi e l’immagine dell’ Associazione.
  • Le prestazioni ed i servizi svolti dai VOLONTARI sono effettuati in modo volontario e spontaneo, a titolo gratuito, e non possono essere retribuiti neppure dal beneficiario.
  • Ai VOLONTARI possono essere rimborsate le spese eventualmente da loro sostenute nell’effettuazione dei servizi, secondo parametri decisi dal Consiglio Direttivo.

Articolo 6

CESSAZIONE DEGLI ASSOCIATI

  1. La qualità di Associato si perde nei seguenti casi :
  2. dimissioni volontarie, comunicate per iscritto al Consiglio Direttivo;
  3. morosità, qualora non venga corrisposta la quota associativa annuale nella misura ed entro i termini fissati dal Consiglio Direttivo;
  4. radiazione, a seguito di comportamenti ed atti in contrasto con le finalità statutarie; per reiterata inosservanza dello Statuto e del Regolamento; per danni materiali, economici e d’immagine recati all’ Associazione; in ogni altro caso in cui il socio svolga attività in dimostrato o palese contrasto con gli interessi ed obiettivi dell’Associazione;
  5. decadenza, nel caso in cui l’associato svolga in proprio attività analoghe all’associazione, intrattenga con essa rapporti di lavoro e/o economici sotto qualsia forma.
  6. La radiazione e la decadenza degli Associati viene deliberata dall’ Assemblea Generale. L’Associato sottoposto ai provvedimenti di cui al punto 1 lettere c) e d) deve essere preventivamente informato dell’istruttoria della relativa pratica ed invitato ad esporre le proprie memorie difensive. Avverso la relativa delibera, il socio può ricorrere al Collegio dei Probiviri entro 15 giorni dalla notifica della medesima. L’ associato espulso non può più essere riammesso.
  7. La perdita della qualità di Associato per i casi indicati alle lettere a), b), e) opera di diritto senza alcun provvedimento.
  8. Gli Associati decaduti non possono chiedere la restituzione dei versamenti delle quote, né hanno alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione. La quota sociale non è trasmissibile in caso di morte.

Articolo 7

TESSERA ASSOCIATIVA

  1. Agli Associati sarà consegnata la tessera associativa, previo pagamento della quota, che avrà valore personale ed annuo solare.

Ai Volontari (MILITI)  sarà consegnata  un ulteriore  tessera per la qualifica di “SOCCORRITORE”

  1. In caso di inerzia del Consiglio Direttivo vale la quota in vigore nell’ anno precedente.
  2. Gli Associati onorari benemeriti ed Volontari ( MILITI ) pagano una quota simbolica il cui ammontare è stabilito dal Consiglio Direttivo.

Articolo 8

AMMISSIONE DEGLI ASSOCIATI ORDINARI

  1. L’ ammissione degli Associati ordinari avviene con la sottoscrizione della tessera ed il pagamento della quota annuale di adesione. Il Consiglio Direttivo può, entro 30 giorni dalla sottoscrizione della tessera, con provvedimento motivato da comunicarsi per iscritto all’ interessato, rifiutarne l’ammissione previa restituzione della quota associativa. Contro tale decisione è possibile appellarsi al Consiglio dei Probiviri con analoghe modalità indicate di cui all’ articolo 6 comma 2.

Articolo 9

AMMISSIONE DEI VOLONTARI

  1. I requisiti per essere ammesso nel corpo dei soci attivi ed ottenere la qualifica di MILITE volontario sono:
  2. essere socio ordinario, benemerito od onorario dell’ Associazione;
  3. inoltrare apposita domanda al Consiglio Direttivo, corredata dalla firma di presentazione di almeno un Associato volontario, allegando alla medesima:
  • copia della patente, se posseduta;
  • dichiarazione circa l’ eventuale possesso di abilitazioni sanitarie e/o di attestati di frequenza a corsi per soccorritore;
  • autocertificazione in merito procedimenti penali in corso;
  • certificato sanitario rilasciato da un medico della struttura pubblica attestante l’idoneità allo svolgimento dell’attività;
  • dichiarazione di impegno a restituire immediatamente la divisa in caso di perdita della qualifica di Volontario (MILITE).

4.  Entro 90 giorni dalla protocollazione della domanda da parte della segreteria amministrativa e l’istruzione della pratica da parte del Presidente, il Consiglio Direttivo dovrà esprimere l’eventuale diniego all’ammissione in mancanza dei requisiti di cui al comma 1. Il nuovo volontario dovrà espletare un periodo di prova di sessanta giorni, impiegato nei servizi ordinari o di emergenza sulla base delle eventuali abilitazioni di cui è in possesso, durante il quale sarà valutato per capacità e preparazione dal Responsabile dei militi e/o dal Presidente. Superato positivamente tale tirocinio, al volontario sarà assegnata definitivamente la divisa sociale completa.

5.   Il milite potrà prestare contemporaneamente servizio anche presso un’altra associazione operante nel settore socio – sanitario, a condizione che vi sia il benestare dei due Presidenti.

Articolo 10

COMPITI DEI VOLONTARI

  1. I compiti dei militi volontari, sono:
  2. rispettare le norme dello Statuto e del Regolamento;
  3. frequentare i corsi di formazione e di aggiornamento che l’Associazione ritiene opportuni per migliorare il livello qualitativo delle prestazioni di soccorso;
  4. intervenire in casi di emergenza e calamità naturali;
  5. esplicare attività di pronto soccorso e trasporto sanitario;
  6. partecipare alle iniziative per promuovere l’ attività dell’ Associazione e diffondere la cultura dell’ educazione sanitaria;
  7. ampliare il bacino di tesseramento e contribuire alle campagne di sensibilizzazione volte alla raccolta di fondi per l’ attività associativa;
  8. aver cura della divisa, del materiale e delle attrezzature in dotazione; in caso di conclamato e ripetuto comportamento negligente nell’ uso degli automezzi e/o delle attrezzature il milite dovrà risarcire il danno prodotto.

Articolo 11

PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI

  1. Le sanzioni disciplinari applicabili nei confronti dei Volontari ( MILITI) sono le seguenti:
  2. richiamo verbale;
  3. ammonizione scritta;
  4. sospensione temporanea dal servizio, sino ad un massimo di anni uno;
  5. revoca della qualifica, in seguito a gravi e reiterate violazioni dello Statuto e/o Regolamento.

I casi per i quali si applicano i provvedimenti di cui alle leterre a), b), c)  sono indicati nel Regolamento. I provvedimenti relativi alle lettere a) e b) sono adottati da qualsiasi membro del Consiglio Direttivo o dal Responsabile dei militi che, valutata la gravità delle infrazioni, ne riferirà al Consiglio Direttivo. Per i punti di cui alle lettere c) e d) i provvedimenti competono al Consiglio Direttivo, dopo aver sentito il Responsabile dei militi.

  1. In caso di sospensione superiore a 6 mesi dalla qualifica di Volontario (MILITE), il milite dovrà presentare una nuova domanda di reintegro che diverrà esecutiva una volta completata positivamente la procedura prevista dall’ art. 9/II° dello Statuto. Il Consiglio Direttivo può, a suo giudizio può respingere la domanda di reintegro. In ogni caso sarà consentito un solo reintegro.
  2. Le decisioni sanzionatorie del Consiglio Direttivo sono inappellabili. La revoca della qualifica di Volontario (MILITE) è immediata nel caso in cui il milite si sia reso responsabile di appropriazione indebita ed illeciti penali di ogni altro genere. Il milite che per qualsiasi motivo non faccia più parte dell’ Associazione è tenuto a restituire immediatamente, e comunque entro sette giorni dalla comunicazione del provvedimento, quanto in dotazione. 

CAPO II

ORDINAMENTO

Articolo 12

ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE

  1. L’ Associazione opera attraverso l’azione dei propri organi.

Sono organi istituzionali:

  1. l’ Assemblea Generale degli Associati;
  2. Il Consiglio Direttivo;
  3. il Presidente ed il Vice Presidente;
  4. Il Collegio dei Sindaci – Revisori dei conti;
  5. il Collegio dei Probiviri;
  6. l’ Assemblea Volontari (MILITI).
  7. Sono cariche dell’ Associazione:
  8. il Segretario amministrativo;
  9. il Responsabile finanziario;
  10. il Responsabile tecnico e dei Servizi.
  11. Gli organi di governo provvedono ad amministrare secondo le rispettive competenze stabilite dallo Statuto e durano in carica quattro (4) anni. I loro componenti possono essere rieletti.
  12. Le cariche statutarie sono gratuite ed incompatibili con interessi economici diretti ed indiretti dei membri con l’ Associazione stessa. Sono, peraltro, rimborsabili le spese per l’ espletamento delle cariche secondo criteri e modalità stabiliti dal Regolamento.

Articolo 13

ASSEMBLEA GENERALE DEGLI ASSOCIATI

  1. L’Assemblea Generale è l’ organo di indirizzo e vigilanza dell’ Associazione. Ad essa compete l’ adozione dei provvedimenti ammnistrativi propri dell’ attività istituzionale ed il controllo sulla loro attuazione. L’Assemblea è costituita dall’ insieme degli Associati maggiorenni in regola col pagamento delle quote associative. L’ assemblea è sovrana ed ha tutti i poteri che le vengono attribuiti dalla legge e dallo Statuto per il conseguimento degli scopi sociali.
  2. Le assemblee generali si distinguono in ordinarie e straordinarie:
  3. l’ Assemblea ordinaria è convocata dal Presidente del Consiglio Direttivo per deliberare sulle materie indicate al successivo comma 9 del presente articolo:
  4. l’ Assemblea straordinaria ha luogo ogni qualvolta lo richiedano le circostanze, sia su decisione del Presidente che su richiesta scritta e motivata di almeno un ventesimo (1/20) degli associati, oppure su richiesta scritta e motivata del Collegio dei Sindaci – Revisori, in esito ad anomalie nella gestione economica – finanziaria.
  5. Le Assemblee sono convocate dal Presidente del Consiglio Direttivo e nell’ avviso viene riportato, oltre alla data di effettuazione dell’ Assemblea, anche l’ ordine del giorno degli argomenti da trattare. La pubblicità della convocazione viene effettuata con l’ affissione di un congruo numero di manifesti nel territorio comunale, almeno 5 (giorni) prima della seduta.
  6. Alle assemblee generali possono partecipare, con diritto di voto, tutti gli Associati in regola col pagamento delle quote sociali. E’ consentita una sola delega. Gli Associati non in regola con il pagamento delle quote sociali non possono né delegare, né accettare deleghe.
  7. Per la validità delle Assemblee Generali, ordinarie e straordinarie, occorre, in prima convocazione, la presenza della metà più uno degli Associati di persona o per delega. In seconda convocazione, per le Assemblee ordinarie è sufficiente la partecipazione di un qualsiasi numero di Associati, mentre per quelle straordinarie occorre la presenza di almeno 1/5 degli Associati. Nelle Assemblee di seconda convocazione non sono ammesse le deleghe e la relativa seduta dovrà tenersi almeno 24 ore dopo quella andata deserta.
  8. Le deliberazioni dell’ Assemblea sono approvate con la maggioranza assoluta dei votanti. Le deliberazioni di scioglimento dell’ Associazione e la devoluzione del patrimonio sociale sono approvate, sia in prima e sia in seconda convocazione con il voto favorevole di almeno i ¾ dei aventi diritto al voto. Le votazioni si effettuano in maniera palese, tranne per le delibere sulla pronuncia di decadenza degli associati. Le deliberazioni di revoca di coloro che rivestono le cariche sociali sono approvate in prima convocazione con il voto favorevole dei ¾ degli Associati ed in seconda convocazione con la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto.
  9. I verbali sono stesi dal segretario amministrativo e dallo stesso controfirmati assieme al Presidente. In caso di assenza del segretario amministrativo, l’ Assemblea provvede, come primo atto, alla nomina di un segretario facente funzioni scelto tra gli Associati presenti. Il contenuto dei verbali viene trascritto nell’ apposito Registro.
  10. Sono di competenza dell’ Assemblea generale:
  11. le nomine e le revoche dei componenti del Consiglio Direttivo, Collegio dei Sindaci Revisori, Collegio dei Probiviri;
  12. l’ approvazione del Regolamento;
  13. l’ approvazione del Bilancio di esercizio;
  14. la proclamazione degli Associati onorari e benemeriti;
  15. l’ assunzione di prestiti e/o finanziamenti che impegnino il bilancio per più esercizi;
  16. gli acquisti di mezzi di soccorso, e di ogni altro genere, che comportino una spesa superiore ad € 85.000,00 rapportato ad attualità.
  17. L’Assemblea straordinaria delibera sull’approvazione dello Statuto e relative modifiche; sullo scioglimento dell’ Associazione e devoluzione del patrimonio; sulla variazione della sede sociale.
  1. Nella delibera di approvazione del bilancio, ed in quelle che li riguardano personalmente, i consiglieri non hanno diritto di voto. Per altro essi concorrono al quorum costitutivo dell’Assemblea.

Articolo 14

CONSIGLIO DIRETTIVO

  1. Il Consiglio Direttivo si compone di 5 membri: Presidente, Vice presidente e 3 consiglieri, eletti dall’Assemblea generale degli Associati.
  2. Il Consiglio Direttivo dura in carica quattro anni e nella sua prima seduta, presieduta dal consigliere anziano, provvede, dopo la convalida degli eletti, alla nomina del Presidente, del Vice Presidente e, di seguito, all’ assegnazione fra i propri componenti delle cariche statutarie.
  3. Il Consiglio Direttivo può anche affidare, in tutto o in parte, le cariche di Segretario amministrativo, Responsabile finanziario, Responsabile tecnico e dei servizi ad Associati estranei al Consiglio, in possesso di specifici requisiti professionali o di comprovata esperienza che li rendano idonei all’ espletamento delle relative funzioni. Qualora ciò si verificasse, gli incaricati presenziano, con voto consultivo, alle riunioni del Consiglio che trattano questioni di loro competenza.
  4. Non possono far parte del Consiglio Direttivo gli Associati che abbiano rapporti di parentela fino al terzo grado, ed affinità sino al secondo grado, con il personale dipendente. Gli Associati che siano tra di loro ascendenti, discendenti od affini fino al terzo grado, nonché gli Associati  coniugi non possono contemporaneamente far parte del Consiglio Direttivo.
  5. Non possono, altresì, far parte del Consiglio Direttivo gli Associati che, nel quadriennio antecedente la consultazione elettorale, siano incorsi in provvedimenti disciplinari, anche disgiunti, per ripetute violazioni statutarie o regolamentari produttivi di sanzioni superiori a 6 (sei) mesi, nonché gli Associati che siano membri in organi direttivi di altre associazioni senza fini di lucro.
  6. Il Consiglio direttivo assume i provvedimenti fondamentali di programmazione ed adotta tutte le altre deliberazioni che non sono di esclusiva competenza dell’ Assemblea Generale.

In particolare il Consiglio Direttivo:

  1. indice la consultazione elettorale degli associati per la nomina dei suoi membri, per quella del Collegio dei Sindaci revisori e del Collegio dei Probiviri;
  2. nomina la Commissione Elettorale di cui all’art. 36
  3. redige ed adotta il Regolamento amministrativo e di organizzazione da sottoporre all’ Assemblea Generale per l’approvazione;
  4. promuove le modifiche allo Statuto ed al Regolamento;
  5. sottopone all’Assemblea degli Associati il bilancio di esercizio ed il conto consuntivo e per l’approvazione;
  6. designa il Medico sociale o ne affida le funzioni ad un soggetto esterno ai sensi dell’articolo 25;
  7. provvede, dopo averne valutato l’indispensabilità ed accertata la copertura finanziaria, all’ assunzione di personale dipendente ed alla cessazione dei rapporti lavorativi;
  8. irroga le sanzioni disciplinari nei confronti del personale dipendente e dei Volontari ( MILITI);
  9. può respingere, con provvedimento motivato , la domanda di ammissione del nuovo Associati;
  10. determina l’importo delle quote sociali;
  11. individua l’Istituto di credito cui affidare il servizio di tesoreria.
  12. decide, a maggioranza assoluta dei componenti, la dismissione di beni mobili.
  13. Il Consiglio direttivo è convocato dal Presidente tramite lettera, e-mail, fax, con predisposizione dell’ordine del giorno degli argomenti da trattare ed un preavviso di almeno tre giorni. La convocazione può anche essere richiesta, motivatamente, da ciascun consigliere o dal Collegio dei Sindaci Revisori, qualora si riscontrino anomalie amministrative/contabili.
  14. Le riunioni sono valide con la presenza della metà più uno dei Consiglieri. Le delibere vengono assunte con votazione palese, tranne quelle riguardanti persone fisiche, e si intendono approvate con la maggioranza dei votanti. A parità di voti prevale quello del Presidente.
  15. I processi verbali delle sedute sono stesi, in apposito libro, dal consigliere segretario, che di norma coincide con la figura del segretario amministrativo, e vengono dallo stesso firmati assieme al Presidente. Il Consiglio approva, al primo punto di ogni riunione, il verbale dell’assemblea precedente. I consiglieri hanno diritto, qualora lo ritenessero opportuno, di fare mettere a verbale le loro dichiarazioni, cosi come consultare i verbali e chiederne la rettifica qualora non risultassero conformi a quanto deciso o riportassero dichiarazioni erronee.
  16. Nel caso in cui un membro del Consiglio si trovi in una situazione di conflitto di interessi riguardo l’adozione di una determinata delibera, deve darne notizia agli altri componenti ed astenersi dalla votazione. Il consigliere che non ottemperi all’obbligo di cui sopra risponderà dei danni che eventualmente derivassero all’Associazione per effetto di tale inosservanza. Detta disposizione si applica per le delibere riguardanti gli interessi propri, dei congiunti fino al terzo grado e degli affini sino al secondo grado.
  17. Negli ultimi tre mesi precedenti le consultazioni elettorali, il Consiglio Direttivo deve limitarsi all’ordinaria gestione ed in particolare non potrà decidere l’acquisto di automezzi od attrezzature sanitarie, a meno che, per quest’ultimo caso, non si tratti della sostituzione indifferibile ed urgente di materiale divenuto inutilizzabile.

Articolo 15

CESSAZIONE DEI CONSIGLIERI

  1. La cessazione della carica di membro del Consiglio Direttivo avviene:
  2. in seguito a dimissioni, le quali, una volta registrate al protocollo, diventano esecutive dopo la presa d’atto da parte del Consiglio, che, al proposito, deve essere convocato, nel più breve tempo possibile;
  3. per revoca dell’ incarico, in esito a gravi e reiterate violazioni delle norme statutarie e/o regolamentari, e negli altri casi previsti dall’ articolo 6 dello Statuto;
  4. per mancata partecipazione, senza giustificato e comprovato motivo, ad almeno 3 sedute consecutive dell’organo collegiale, o per scarso impegno, ostruzionismo, comportamenti disfattisti.
  5. In caso di cessazione di un proprio membro il Consiglio Direttivo provvede alla surroga con il primo della lista dei soci candidati non eletti della consultazione elettorale.

Articolo 16

DECADENZA DEL CONSIGLIO

  1. Il Consiglio decade e si deve procedere a nuove elezioni per il rinnovo delle cariche statutarie:
  2. allorché si dimettano contemporaneamente il Presidente ed il Vicepresidente;
  3. quando si dimetta, o comunque decada, in contemporanea la metà piu’ uno dei suoi componenti;
  4. nel caso in cui il numero dei consiglieri si riduca a meno di 5, a seguito di cessazione dalla carica dei propri membri non piu’ surrogabili per esaurimento della lista degli eletti;
  5. se l’organo collegiale non riesca a nominare il Presidente.

Articolo 17

IL PRESIDENTE, IL VICE PRESIDENTE

  1. Il Consiglio Direttivo, nella prima seduta, nomina, al suo interno, il Presidente ed il Vice Presidente.
  2. Il Presidente ha la rappresentanza legale dell’ Associazione nei confronti dei terzi ed in giudizio di ogni grado.

A lui competono le seguenti funzioni:

  1. convoca e presiede l’ Assemblea generale degli Associati, ne stabilisce l’ ordine del giorno e ne dirige i lavori;
  2. convoca e presiede il Consiglio Direttivo, ne stabilisce l’ ordine del giorno e ne dirige i lavori;
  3. convoca e presiede l’Assemblea dei Volontari (MILITI), ne stabilisce l’ ordine del giorno e ne dirige i lavori;
  4. dà esecuzione alle delibere dell’ Assemblea generale e del Consiglio Direttivo;
  5. dirige, vigila e controlla l’ attività dell’ Associazione; firma la corrispondenza e gli atti di ufficio non espressamente riconducibili agli altri consiglieri; sottoscrive i negozi giuridici di qualsiasi tipo, le disposizioni di pagamento e d’ incasso;
  6. ha la responsabilità dell’ attuazione delle leggi in materia della sicurezza sui luoghi di lavoro, di garanzia di rispetto della privacy e di tutela dei dati sensibili;
  7. assume, per motivi di indifferibilità ed urgenza, i poteri dell’ organo esecutivo, salvo ratifica del suo operato da parte del Consiglio nella prima riunione utile;
  8. ha potere di spesa per acquisti di materiali ed attrezzature di importo netto sino ad € 2.000,00 rapportati ad attualità.
  9. Il Vicepresidente coadiuva il Presidente nella conduzione dell’Associazione. In caso di assenza o di impedimento temporaneo dello stesso ne esercita tutte le relative funzioni. In assenza di ambedue subentra il consigliere che ha ottenuto, fra i membri del Consiglio, il maggior numero di voti nella consultazione elettorale. Il Vicepresidente può assumere “ad interim” anche le funzioni di Responsabile tecnico e dei servizi.
  10. Qualora il Presidente dovesse dimettersi o cessare dalla carica per qualsiasi motivo, lo sostituisce il Vice Presidente sino alla nomina da parte del Consiglio di un nuovo Presidente, e previa surroga, del posto vacante di Consigliere con il primo candidati tra i candidati non eletti. Detta nomina dovrà avvenire nel più breve tempo possibile, in ogni caso non oltre 20 giorni dall’ avvenimento. In caso di dimissioni, il Consiglio deve prendere atto delle medesime che, da allora, acquistano efficacia esecutiva e diventano irrevocabili. Le dimissioni non comportano automaticamente la decadenza dalla carica di consigliere. La medesima procedura si applica nel caso di dimissioni degli altri consiglieri.

Articolo 18

COLLEGIO DEI SINDACI REVISORI

  1. Il Collegio dei Sindaci/Revisori dei Conti è scelto dagli Associati in esito alle risultanze della consultazione elettorale. Esso si compone di tre membri, in possesso d’ idonei requisiti nel settore contabile, dei quali, preferibilmente, almeno uno iscritto negli appositi Albi.
  2. Il Collegio dura in carica quanto il Consiglio Direttivo e nella prima seduta nomina il Presidente, che di norma è quello maggiormente votato dall’ Assemblea Elettorale dei soci. Il Collegio esercita il controllo amministrativo e contabile sulla gestione dell’ attività; accerta che la contabilità sia tenuta secondo le disposizioni di legge relative alle Onlus; esamina il bilancio di previsione e le risultanze del conto economico – finanziario – patrimoniale, redigendo su quest’ultimo una relazione prima della loro presentazione all’Assemblea Generale; verifica, con scadenza quadrimestrale, l’ andamento della gestione economico/finanziaria; esprime parere consultivo riguardo all’assunzione di personale, all’ accensione di prestiti o finanziamenti ed all’ effettuazione di spese d’importo superiore ad euro 20.000,00 rapportato ad attualità; prende visione delle delibere del Consiglio Direttivo che ritiene opportuno verificare; richiede la convocazione straordinaria dell’Assemblea generale in esito al riscontro di anomalie nella gestione economico finanziaria; fornisce collaborazione al responsabile finanziario ed al Consiglio Direttivo.

Le proprie riunioni sono verbalizzate in apposito registro.

Articolo 19

COLLEGIO DEI PROBIVIRI

  1. Il Collegio dei Probiviri è composto da tre membri, soci di comprovata moralità e di cui almeno uno, preferibilmente, esperto in materie giuridiche, eletti dall’ Assemblea generale in esito alle risultanze della consultazione elettorale. Esso dura in carica quanto il Consiglio Direttivo e nella sua prima seduta nomina il Presidente.
  2. Il Collegio ha il compito di dirimere le controversie tra gli Associati, e tra gli Associati e il Consiglio Direttivo. Per espletare al meglio le proprie incombenze, il Collegio acquisisce tutte le informazioni, prove, documenti necessari e può ascoltare, anche in contraddittorio, le parti interessate. Il Collegio, inoltre, delibera in merito ad eventuali ricorsi concernenti le operazioni elettorali. Le determinazioni del Collegio sono inappellabili. I verbali delle riunioni sono trascritti in apposito registro. 

Articolo 20

ASSEMBLEA DEI VOLONTARI (MILITI)

  1. L’ Assemblea del corpo dei militi volontari è composta dai Volontari (MILITI) risultanti iscritti nell’ apposito registro, e, nella prima riunione successiva alla consultazione elettorale per il rinnovo delle cariche statutarie, provvede alla designazione del Responsabile dei militi. L’ Assemblea viene convocata su iniziativa del Presidente del Consiglio Direttivo o del Responsabile dei militi od anche dietro richiesta scritta e motivata di almeno la metà dei Volontari (MILITI). Le sue riunioni, dirette dal Presidente del Consiglio o in sua assenza dal Responsabile dei militi, sono valide con la partecipazione della maggioranza dei componenti.
  2. L’ Assemblea può formulare proposte, suggerimenti, istanze, riguardo all’ organizzazione del corpo dei militi e, più in generale, sull’ attività e il funzionamento dell’ Associazione.

Il contenuto delle riunioni viene verbalizzato dal Segretario amministrativo o, in sua assenza, da un milite segretario, designato di volta in volta, ed è trascritto in apposito registro da conservarsi a cura del Responsabile dei militi.

Articolo 21

RESPONSABILE DEI VOLONTARI (MILITI)

  1. Al Responsabile dei militi sono attribuite le competenze di cui appresso:
  2. il coordinamento del corpo dei volontari;
  3. il controllo dell’ operato dei militi nello svolgimento dei servizi;
  4. la valutazione del comportamento e della capacità professionale dei nuovi militi durante la fase del tirocinio, nonché l’ espressione del parere sulla loro definitiva ammissione;
  5. l’adozione di iniziative per l’ aggiornamento professionale dei soccorritori;
  6. il coinvolgimento e la partecipazione dei volontari alla vita associativa;
  7. la presentazione al Consiglio Direttivo delle istanze dei militi, nonché la formulazione di proposte organizzative per rendere più efficace l’ attività dell’ organizzazione;
  8. il sanzionamento dei militi nelle fattispecie previste dall’ articolo 11 lettere a) e b) dello Statuto;
  9. la partecipazione, con voto consultivo, alle sedute del Consiglio allorquando si occupi di questioni riguardanti i militi.
  10. Il Responsabile dei militi può essere sfiduciato con il voto favorevole di almeno la metà più uno dei componenti dell’ Assemblea dei Volontari (MILITI), oppure dal Consiglio Direttivo con deliberazione motivata, da comunicarsi all’ Assemblea dei militi. In quest’ultima evenienza, l’ Assemblea dei militi potrà anche respingere la decisione del Consiglio Direttivo, peraltro con il voto favorevole di almeno i 2/3 dei componenti.

Articolo 22

SEGRETARIO AMMINISTRATIVO

  1. Il Segretario amministrativo cura la protocollazione e lo smistamento della corrispondenza; l’archiviazione delle pratiche; la conservazione dello Statuto e del Regolamento; la tenuta dei Libri/Registri sociali e dei negozi giuridici; la registrazione e fatturazione dei rapporti relativi ai servizi svolti per conto dell’ Asl; svolge le funzioni di verbalizzatore nelle sedute degli organi deliberanti; provvede agli acquisti per l’ordinaria gestione del proprio settore; si occupa dello studio ed attuazione di eventuali innovazioni di carattere amministrativo. Il Consiglio Direttivo puo’ affidare lo svolgimento delle suddette mansioni ad un dipendente.

Articolo 23

DIRETTORE TECNICO E DEI SERVIZI

  1. Il Direttore è responsabile del settore tecnico/organizzativo dell’ Associazione; sovraintende alla manutenzione degli impianti e delle attrezzature tecnologiche della sede, nonché alla gestione del parco automezzi; provvede agli acquisti di materiale per l’ordinaria manutenzione; pianifica l’ impiego dei militi e, se in forza, del personale dipendente (turni servizio, sostituzioni, reperibilità, piano ferie). Può essere coadiuvato da un socio di sua fiducia, previa comunicazione al Consiglio Direttivo, oppure può avvalersi delle prestazioni dell’ eventuale personale dipendente amministrativo di cui all’ articolo 22. In caso di impedimento temporaneo la responsabilità delle relative funzioni fa capo al Presidente.

Articolo 24

RESPONSABILE FINANZIARIO

  1. Il Responsabile finanziario, cura le diverse incombenze di carattere economico, contabile e fiscale dell’ Associazione. Redige la parte tecnica del bilancio di previsione, il conto consuntivo dell’ esercizio finanziario ed i relativi allegati; effettua il costante monitoraggio dell’ andamento economico/finanziario del bilancio e propone, se occorre, al Consiglio Direttivo l’ adozione dei necessari provvedimenti per il riequilibrio; firma le disposizioni di pagamento e gli ordinativi d’incasso; valuta la sostenibilità dell’ assunzione di personale dipendente o di prestiti o finanziamenti, nonché la congruenza degli acquisti di beni strumentali caratterizzati da un costo particolarmente oneroso o produttivi di spese di sviluppo rilevanti; studia ed attua eventuali innovazioni finalizzate alla razionalizzazione e riduzione delle spese correnti; compila statistiche, questionari, ricerche di competenza del settore; tiene la cassa sociale, ma può delegare tale incombenza ad un’ associato di sua fiducia cui affidare il compito di cassiere, ferma restando l’ obbligatorietà della vigilanza sull’ operato del delegato. Dell’eventuale nomina dovrà essere preventivamente informato il Consiglio Direttivo.
  2. Il cassiere provvede agli acquisti di minuta entità non di competenza di specifici settori; ai pagamenti in contrassegno; ai rimborsi documentati in favore degli amministratori e militi; alle spese relative al servizio mensa, tassa circolazione automezzi, marche da bollo, servizio postale; al rilascio delle ricevute d’incasso per offerte, oblazioni, donazioni, servizi. Al riguardo la cassa sociale deve sempre possedere la necessaria liquidità. Le funzioni di cassiere possono essere affidate al personale dipendente amministrativo.

Articolo 25

MEDICO SOCIALE

  1. Il Medico sociale gestisce la direzione sanitaria dell’Associazione. A tal fine, sorveglia l’ andamento e l’organizzazione delle strutture operative, vigilando sull’ osservanza delle norme igieniche e di prevenzione nella sede, sui mezzi di soccorso nonché quelle riguardanti i Volontari (MILITI) ed il personale dipendente. Qualora fra gli associati manchino persone con qualifica di medico, l’incarico potrà essere affidato ad operatori o strutture esterne, previa stipula di idonea convenzione idonea. La gestione e gli acquisti di materiale igienico sanitario di facile consumo, cosi come la verifica ed il controllo delle attrezzature presenti sui mezzi di soccorso, possono essere affidate dal Consiglio direttivo ad un proprio componente o ad un Volontario (MILITE) all’upo incaricato.

Articolo 26

LIBRI E REGISTRI SOCIALI

  1. Sono libri dell’associazione:
  2. il libro degli associati, in cui vengono riportate le generalità di coloro che essendo iscritti all’Associazione possono esercitare il diritto di voto nell’Assemblea Generale. Il libro deve riportare la data di ammissione e di cessazione nonché gli eventuali provvedimenti disciplinari adottati nei confronti del singolo associato. Al termine di ogni esercizio, entro il mese di gennaio dell’ anno successivo, l’elenco degli associati dovrà essere aggiornato.
  3. il libro delle Assemblee Generali, che contiene il resoconto delle sedute dell’organo istituzionale e le decisioni dallo stesso assunte. I relativi verbali sono stesi dal segretario e dal medesimo sottoscritti con il presidente.
  4. il libro delle riunioni del Consiglio Direttivo, che contiene il resoconto delle medesime e le decisioni adottate dall’organo esecutivo. I relativi verbali sono redatti dal segretario e dal medesimo sottoscritti con il presidente.
  5. Sono registri dell’associazione:
  6. il registro dei volontari (MILITI), vidimato da un notaio o dal segretario comunale, contenente i dati anagrafici dei militi, l’iscrizione e la cessazione, nonché gli eventuali provvedimenti disciplinari adottati nei loro confronti.
  7. il registro delle decisioni del Collegio dei Probiviri, curato dal suo Presidente e verbalizzato dal segretario del Collegio.
  8. il registro delle decisioni del Collegio dei Sindaci-Revisori, curato dal suo Presidente e verbalizzato dal segretario.
  9. il registro delle Assemblee dei Volontari (MILITI), curato dal responsabile dei militi.
  10. I libri e i registri sono conservati presso la segreteria amministrativa. Quelli per i quali non esiste l’obbligo di vidimazione vanno numerati e vidimati in ogni pagina.

 CAPO III

LA GESTIONE AMMINISTRATIVA E DEI SERVIZI

Articolo 27

DISPOSIZIONE GENERALE

  1. L’Associazione fonda, le sue attività sull’impegno volontario e gratuito degli associati di qualunque categoria.

Articolo 28

PRESTAZIONI LAVORATIVE E PROFESSIONALI

  1. L’Associazione può, nel perseguimento dei propri fini e nel rispetto di quanto sancito dalla normativa vigente, avvalersi di personale dipendente e/o di prestazioni di lavoro autonomo.

Articolo 29

REGOLAMENTO AMMINISTRATIVO E DI ORGANIZZAZIONE

  1. L’Associazione, mediante apposito Regolamento di competenza dell’ Assemblea Generale stabilisce, in conformità alla legge e allo Statuto, i criteri generali di organizzazione e funzionamento degli uffici e servizi, nonché la disciplina del rapporto di lavoro per il personale dipendente e l’accesso ai propri servizi e prestazioni assistenziali.
  2. Nell’espletamento delle proprie attività e dei servizi, così come nel trattamento dei dati sensibili, l’Associazione dovrà sempre garantire il rispetto della riservatezza di cui alla legge 196/2003 (Tutela della privacy) e successive modificazioni. 

CAPO IV

LA GESTIONE ECONOMICO FINANZIARIA

Articolo 30

RISORSE ECONOMICHE

  1. Le risorse economiche dell’Associazione derivano da:
  2. liberalità, contributi di enti pubblici o persone giuridiche, di privati, lasciti e donazioni;
  3. quote sociali;
  4. rimborsi derivanti da convenzioni con l’ ASL ed in generale da altri enti pubblici;
  5. rendite di beni immobili o mobili pervenuti a qualunque titolo all’Associazione;
  6. proventi da attività commerciali marginali;
  7. proventi da ogni altro tipo di attività secondo i limiti previsti dall’art. 5 della L. 266/1991 e successive modifiche ed integrazioni;
  8. proventi da sottoscrizione del 5 x 1000.

Articolo 31

PATRIMONIO

  1. Il patrimonio dell’Associazione comprende tutti i beni, riserve liquide, crediti e quant’altro indicato nel bilancio patrimoniale di fine esercizio.
  2. I beni immobili e mobili acquisiti a seguito di donazione, eredità o lasciti, e i contributi di qualsiasi genere, sono destinati all’incremento del patrimonio per scopi istituzionali. Hanno vincolo di destinazione particolare quelle liberalità con fini specificatamente voluti dal benefattore.
  3. E’ vietato, durante la vita dell’Associazione, distribuire, anche indirettamente, avanzi di gestione, riserve o capitali.

Articolo 32

BILANCI E CONTABILITA’

  1. L’ esercizio finanziario ha inizio il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno. L’Associazione annualmente redige un bilancio di esercizio, composto da stato patrimoniale e conto economico e nota integrativa.
  2. Entro il 31 marzo il Consiglio Direttivo redige, per quanto di competenza, il bilancio d’esercizio da sottoporre, entro il 30 aprile, all’esame ed approvazione finale da parte dell’Assemblea degli Associati. Il bilancio d’esercizio è corredato dalla relazione del Collegio dei Sindaci Revisori e da quella sociale, a cura quest’ultima, del Presidente.
  3. I bilanci e le relazioni, nei 10 giorni che precedono la data dell’assemblea, devono essere disponibili presso la segreteria amministrativa a disposizione dei soci che intendono visionarli. Quanto sopra viene reso pubblico con avvisi da affiggersi nella bacheca della sede e in altri luoghi di frequentazione.

Articolo 33

FONDO DI DOTAZIONE PATRIMONIALE

  1. L’Associazione, in quanto Ente con personalità giuridica di diritto privato, costituisce un Fondo di Dotazione Patrimoniale, nell’importo e secondo le modalità stabilite dalla Regione Liguria, così da garantire un’autonomia patrimoniale perfetta, in virtu’ della quale gli amministratori cessano di essere responsabili, anche con il loro patrimonio personale, per le obbligazioni assunte dall’Istituzione.

Articolo 34

LA GESTIONE CONTABILE

  1. Tutti i provvedimenti che comportano un costo superiore a euro diecimila, rapportati ad attualità debbono avere, pena la nullità, l’attestazione della copertura finanziaria da parte del responsabile della contabilità. Qualora l’andamento della gestione economica o finanziaria faccia prevedere uno squilibrio non imputabile, per quella economica, ai soli oneri d’ammortamento, il responsabile finanziario dovrà informarne il Consiglio Direttivo e proporre l’adozione di misure correttive .

Articolo 35

GESTIONE DEL PATRIOMONIO

  1. Del patrimonio relativo a tutti beni, eccetto il materiale di facile consumo, deve essere tenuto un inventario, da aggiornarsi annualmente, che registri la descrizione e valutazione dei beni, la durata dell’ammortamento e le dismissioni.
  2. I proventi derivanti dalle dismissioni patrimoniali devono essere prioritariamente reinvestiti nell’acquisto di altri beni idonei al raggiungimento delle finalità statutarie.  

CAPO V

ELEZIONI

Articolo 36

PERIODICITA’

  1. Le elezioni per il rinnovo delle cariche sociali hanno luogo ogni quattro (4) anni e si svolgono, ordinariamente, nel periodo compreso tra il 15 Marzo al 30 Aprile; straordinariamente ogni qualvolta se ne presenti la necessità. Almeno 45 giorni prima della consultazione elettorale, il Presidente del Consiglio Direttivo, a mezzo di avviso da pubblicare nell’albo della sede e da divulgare con mezzi d’informazione ritenuti più idonei, porta a conoscenza degli associati la data ed il luogo di svolgimento delle elezioni, nonché le modalità per la presentazione delle candidature.

Articolo 37

COMMISSIONE ELETTORALE

  1. Il Consiglio Direttivo, appena scaduto il termine per la presentazione delle candidature nomina la Commissione Elettorale composta da un minimo di 3 associati, che non siano componenti del Consiglio Direttivo e/o rivestano la qualifica di Volontario (MILITE), i quali designeranno il Presidente. La Commissione provvede alla formazione della lista dei candidati, previa verifica del possesso da parte di questi dei necessari requisiti e della regolarità di presentazione delle domande.

Articolo 38

ELETTORATO ATTIVO. ELETTORATO PASSIVO

  1. Hanno diritto di voto ( elettorato attivo) gli associati maggiorenni, in regola con il pagamento della tessera associativa per l’anno in corso, che siano iscritti almeno dall’anno solare antecedente quello delle elezioni.
  2. Hanno diritto a candidarsi (elettorato passivo) gli associati, maggiorenni, in regola con il pagamento della tessera associativa dell’ anno in corso ed iscritti almeno dall’anno solare antecedente le elezioni, che non si trovino nelle condizioni ostative indicate nel susseguente articolo.

Articolo 39

CANDIDATURE

  1. Le proposte di candidature per gli organi associativi dovranno essere presentate, in apposito modulo e sottoscritte presso la segreteria dell’ Associazione dal trentesimo al sedicesimo giorno antecedente la consultazione.
  2. Non possono candidarsi gli associati che abbiano riportato condanne penali passate in giudicato o abbiano provvedimenti in corso o carichi pendenti. A tal riguardo, gli aspiranti candidati dovranno presentare, contestualmente alla domanda, idonea autocertificazione che sarà verificata in caso di elezione.
  3. Le proposte di candidature dovranno essere presentate separatamente per ciascuno degli organi associativi da eleggere, e non si potrà essere contemporaneamente candidati per la nomina a membro del Consiglio Direttivo, del Collegio dei Sindaci Revisori e del Collegio dei Probiviri.
  4. Qualora il numero dei candidati ammessi alla consultazione elettorale risultasse inferiore a quello dei posti da ricoprire negli organi sociali, il Consiglio Direttivo delibererà l’annullamento della consultazione elettorale e fisserà, contestualmente, la data delle nuove elezioni da tenersi almeno entro i 60 giorni successivi.

Articolo 40

PROCEDURA ELETTORALE

  1. Nei dieci giorni antecedenti la consultazione, il Presidente del Consiglio Direttivo provvederà a depositare presso la segreteria amministrativa l’ elenco, vidimato in ogni foglio, degli associati aventi diritto al voto. Detto elenco avrà valore di lista elettorale. Gli associati che pur avendone diritto non fossero stati ricompresi per mera omissione, nell’elenco potranno inoltrare ricorso al Presidente del Consiglio Direttivo il quale dovrà immediatamente verificare la circostanza e procedere all’opportuna variazione. L’elenco degli elettori attivi sarà consegnato al Presidente della Commissione Elettorale il giorno prima della consultazione.
  2. La vigilanza sul regolare svolgimento delle operazioni elettorali spetta al Collegio dei Probiviri.

Articolo 41

VOTAZIONI

  1. Le operazioni di voto si svolgono in un’unica giornata dalle ore 9.00 alle 20.00 ed avvengono mediante scheda segreta. Le schede, di formato e qualità unici, recheranno a stampa ed in ordine alfabetico i nominativi dei candidati alle diverse cariche, partendo da quella del Consiglio Direttivo ed a seguire il Collegio dei Sindaci Revisori ed infine il Collegio dei Probiviri.
  2. Per l’elezione del Consiglio Direttivo ,il voto sarà espresso apponendo una croce a fianco del nome dei candidati prescelti in misura non superiore alla metà più uno dei candidati eleggibili, mentre per l’elezione dei Sindaci Revisori e del Collegio dei Probiviri dovrà essere indicato un solo nominativo.
  3. Ogni scheda dovrà essere vidimata con il timbro dell’associazione e la firma di almeno un membro della commissione elettorale. Nella sala delle operazioni di voto dovranno essere esposti solo i fac-simili della scheda.
  4. Saranno considerate nulle le schede che siano prive della vidimazione e della firma, quelle che portino altre scritte o segni identificativi o quelle in cui siano espresse preferenze in numero superiore al consentito.
  5. L’ammissione al voto è subordinata alla identificazione personale del socio da parte di un qualsiasi membro della commissione o alla presentazione di un valido documento d’identità. Nel caso di voto per delega occorrerà produrre anche copia di un documento d’identità del delegante.
  6. Durante le operazione di voto dovrà essere garantita la continua presenza di almeno la metà dei componenti la commissione. Al termine delle votazioni la commissione procede immediatamente allo scrutinio delle schede, registrando, in almeno due elenchi, i voti validi riportati da ciascun candidato e formulando su tale base la graduatoria definitiva. Da ultimo procede alla proclamazione degli eletti. A parità di voti risulta eletto l’associato con l’anzianità associativa maggiore, in caso di ulteriore parità quello anagraficamente più anziano.
  7. La Commissione Elettorale adotta le proprie decisioni deliberando a maggioranza e facendole constatare nel relativo processo verbale in cui dovranno anche essere riportate le eventuali irregolarità riscontrate.
  8. Le risultanze elettorali inerente la proclamazione degli eletti e l’ordine dei non eletti, con relative preferenze, saranno esposte per sette giorni nella bacheca della sede e in altri luoghi di pubblica frequentazione, mentre le schede votate, riposte in apposito plico sigillato, saranno conservate per 90 giorni presso la segreteria amministrativa.

Articolo 42

RICORSI

  1. Eventuali contestazioni riguardo alle operazioni elettorali vanno rivolte, tramite ricorso scritto, entro ventiquattro ore dalla proclamazione degli eletti al Collegio dei Probiviri uscente. Il Collegio decide, nelle quarantotto ore successive, con giudizio definitivo.

Articolo 43

VALIDITA’

  1. Le elezioni sono valide quando vi partecipa almeno la metà più uno degli aventi diritto.

 

Articolo 44

CONVOCAZIONE DEI NUOVI ORGANI ASSOCIATIVI

  1. Il Presidente della Commissione Elettorale ha l’obbligo di convocare la prima riunione dei nuovi eletti entro dieci giorni dall’avvenuta proclamazione dei medesimi.

CAPO VI

DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

Articolo 45

SCIOGLIMENTO / ESTINZIONE DELL’ ASSOCIAZIONE

  1. Lo scioglimento dell’ Associazione deve essere deliberato dall’ Assemblea Generale, riunita in sessione straordinaria, con voto favorevole di almeno ¾ degli associati.
  2. L’estinzione potrà avvenire solo per legge o per provvedimento dell’ autorità competente.

Articolo 46

DEVOLUZIONE DEL PATRIMONIO

  1. Il patrimonio in essere all’ atto dello scioglimento non potrà essere ripartito tra gli associati. L’ Associazione ha l’ obbligo di devolverlo i beni che residuano , a seguito dell’esaurimento della liquidazione, ad altre organizzazioni di volontariato operanti in identico od analogo settore, in conformità alla legge 11.8.91 nr. 266 e S.M.I..

                                                                    Articolo 47                                                                     

CLAUSOLA COMPROMISSORIA

  1. Qualunque controversia dovesse sorgere in dipendenza dell’ attuazione od interpretazione dello Statuto, che possa dar luogo a contenzioso tra i soci, sarà rimessa al Collegio dei Probiviri il quale giudicherà secondo equità e senza particolari procedure.

Articolo 48

RINVIO

Per quanto non previsto dallo Statuto si osservano le disposizioni di legge statali e regionali vigenti in materia, che si intendono dallo stesso integralmente recepite.

Stefano di Magra, lì 08 Marzo 2015

 

 

REGOLAMENTO ASSOCIATIVO

 

                                    ARTICOLO 1                                   

Premessa

Il Regolamento Amministrativo e di Organizzazione, di seguito denominato “Regolamento”, disciplina, in attuazione delle norme generali dello Stato, lo svolgimento dell’ attività e della vita sociale della “Pubblica Assistenza Croce Bianca S. Stefano di Magra – Associazione Onlus” fondata originariamente il 6 luglio 1981.

ARTICOLO 2

Finalità dell’ associazione

La “Pubblica Assistenza Croce Bianca S. Stefano di Magra – Associazione Onlus”, di seguito chiamata “Associazione” ha come principio ispiratore quello del movimento del volontariato ed opera per dare attuazione agli scopi; indicati dall’ art. n° 3 dello Statuto con priorità all’ effettuazione dei servizi di primo soccorso, emergenza e trasporto nell’ ambito del settore sanitario nonché attività di protezione civile. Essa struttura la propria attività sulla base di piani organizzativi e di lavoro predisposta dal Consiglio Direttivo.

ARTICOLO 3

Organigramma dell’ Associazione

La struttura organizzativa dell’ “Associazione” è cosi composta:

ASSEMBLEA GENERALE DEGLI ASSOCIATI

E’ l’organo sovrano di indirizzo dell’ Associazione. Ad essa sono riservati i poteri che le vengono attribuiti dalla legge e dall’ articolo n° 13 dello Statuto.

CONSIGLIO DIRETTIVO

Rappresenta l’ organo primario di programmazione ed esecuzione dell’ attivazione sociale. Ad esso spettano le competenze di cui l’ art. 14 dello Statuto.

PRESIDENTE / VICEPRESIDENTE

E’ la persona incaricata della legale rappresentanza dell’ “Associazione” nei confronti di terzi ed in giudizio. Ad esso fanno capo i poteri di cui all’ art. 17 dello Statuto

COLLEGIO DEI SINDACI REVISORI DEI CONTI

Spetta al Collegio il controllo amministrativo e contabile sulla gestione dell’ attività sociale da espletarsi con le modalità indicate dall’ art. 18 dello Statuto.

COLLEGIO DEI PROBIVIRI

Il Collegio ha il compito di dirimere le controversie tra i Soci e tra questi ultimi ed il Consiglio Direttivo; opera secondo le modalità di cui l’ art. 19 dello Statuto.

ASSEMBLEA DEI SOCI ATTIVI / MILITI VOLONTARI

E’ l’organo deputato alla formulazione di istanze suggerimenti, proposte riguardo l’ organizzazione del corpo dei militi/volontari e più in generale sull’ attività e buon funzionamento dell’ “Associazione”. Esercita i suoi compiti cosi come indicato dall’ art. 20 dello Statuto.

ARTICOLO 4

Emblema associativo

E’ quello riportato in calce allo Statuto. Esso viene apposto sulle divise dei militi/volontari soci attivi sulla bandiera e lo stendardo associativi, sull’ autoveicolo, sui documenti ufficiali, tessere e carta intestata dell’ “Associazione”. E’  vietato l’uso dell’ emblema per scopi diversi non inerenti all’ attività associativa.

ARTICOLO 5

Bandiera e stendardo associativi

La bandiera e lo stendardo possono partecipare a manifestazioni pubbliche o private solo su autorizzazione del Presidente o del Consiglio Direttivo.

In occasione di cerimonie pubbliche essi dovranno essere accompagnati da almeno 2 (DUE) militi in divisa.

ARTICOLO 6

Associati

Possono aderire all’ Associazione tutte le persone senza distinzioni di razza, cittadinanza, sesso, religione, appartenenza politica, che si impegnano ad operare per il conseguimento dei fini istituzionali.

La qualifica di associato si articola nelle categorie di: onorari e benemeriti, ordinari, attivi, allievi.

Lo Statuto individua le cause d’incompatibilità (art. 4), i diritti e gli obblighi (art. 5), le cause di cessazione (art. 6), le modalità di ammissione (art. 8). Agli associati  viene consegnata la tessera di appartenenza. Essi non possono trarre utili, neanche indiretti, dall’ adesione o dall’appartenere all’ “Associazione”. 

ARTICOLO 7

Proposte degli associati. Richiesta informazioni

Essendo l’ “Associazione” fondata sui principi della democrazia, della partecipazione diretta ed attiva, della trasparenza, i suoi aderenti possono presentare in forma scritta, istanze, proposte, suggerimenti, riguardo al funzionamento ed alla gestione delle organizzazioni, nonché sui programmi e le attività.

Gli associati possono, altresì, accedere a tutte le informazioni, delibere, documenti amministrativi ed economico – finanziari, libri sociali e registri. Gli organi dell’ “Associazione” hanno l’ obbligo di rispondere per iscritto alle richieste entro 90 giorni dalla loro protocollazione. In Caso di silenzio i soci richiedenti potranno rivolgersi al Collegio dei Probiviri affinché provveda, a riguardo, sulla base dei propri poteri.

ARTICOLO 8

Norme generali  di comportamento degli associati

Tutti coloro che frequentano l’”Associazione” debbono tenere un comportamento improntato al massimo rispetto per le persone e/o le attrezzature che si trovano all’interno della sede sociale. In particolare occorre che si astengano da litigi, schiamazzi, urla, linguaggio scurrile, maldicenze, denigrazioni, pettegolezzi e da ogni altro atteggiamento contrario alla buona creanza e che possa nuocere al prestigio dell’”Associazione”. Debbono, altresì, astenersi dal fumare all’interno dei locali, nel rispetto della vigente normativa in materia.

Durante il periodo notturno, dopo le ore 24 e fino alle ore 7, nella sede possono restare solo i soci militi in servizio. Dalle ore 22 alle ore 8, tutte le fonti rumorose devono essere contenute entro soglie previste dalla vigente normativa.

 

ARTICOLO 9

Associati attivi-Militi volontari

Sono soci attivi-militi volontari coloro che, spontaneamente, con continuità e senza remunerazione o vantaggio di alcun genere, mettono a disposizione il proprio impegno operativo nell’ambito delle attività dell’”Associazione” onde consentire il raggiungimento degli scopi sociali. Essi, sulla base degli eventuali requisiti professionali o abilitazioni posseduti e in virtù della capacità e della preparazione dimostrate, vengono impiegati prioritariamente nell’ambito dei servizi sanitari di primo soccorso e di protezione civile, e, di seguito, nei trasporti ordinari da e per le strutture sanitarie, nel trasporto di organi e emoderivati, nei servizi a favore dei disabili o persone in stato di conclamato disagio psicofisico e nelle attività istituzionali. I militi effettuano il proprio turno di servizio indossando la divisa sociale munita dell’apposito tesserino di riconoscimento. Sulla divisa debbono essere visibili le targhette indicando le qualifiche di abilitazione ed obbligatoriamente, se posseduta, la spilla rilasciata dalla Centrale operativa del 118 per l’uso del defibrillatore.

Lo Statuto disciplina la missione dei militi (art.9), ne definisce i compiti (art.10), stabilisce le sanzioni disciplinari (art.11).

 

ARTICOLO 10

Norme specifiche di comportamento dei militi

Gli associati attivi-militi volontari, oltre ad uniformarsi nel comportamento alle disposizioni di cui all’articolo 8, devono, in sede e nello svolgimento dei servizi, astenersi dal formulare critiche di alcun genere nei confronti dell’”Associazione”, dell’operato dei suoi organi dirigenziali, delle figure con incarichi di responsabilità ed, in genere degli altri militi.

E’ assolutamente loro vietato loro riferire a terzi o riportare all’esterno fatti relativi all’espletamento dei servizi che possano danneggiare l’immagine dell’”Associazione” o violino la privacy delle persone destinatarie degli stessi.

I militi inseriti nei turni di servizio debbono rispettare gli orari di inizio e termine dei medesimi. Qualora, per giustificati e plausibili motivi, il milite non potesse effettuare il proprio turno o intendesse apportare modifiche alla programmazione settimanale dei servizi, dovrà avvisare in tempo utile il responsabile addetto alla pianificazione, o il presidente, o un suo delegato. E’ assolutamente vietato abbandonare il turno di servizio, a meno che non intervengano imprescindibili cause di forza maggiore, e previa autorizzazione del responsabile del turno o il presidente, o un suo delegato.

 I militi sono responsabili della cura e della pulizia del vestiario in dotazione. Essi debbono conoscere al meglio il materiale e le attrezzature in dotazione sui mezzi di servizio, specie quelli di soccorso, la loro dislocazione e il relativo utilizzo e sono responsabili della conservazione del materiale e delle attrezzature loro fornite.  L’uso del telefono e della radio deve limitarsi alle sole comunicazioni di servizio, mentre  le attrezzature informatiche installate nell’uffici amministrativi sono ad uso esclusivo delle persone preposte.

Eventuali danneggiamenti ad attrezzature e cose, imputabili a dolo o colpa grave, oltre alla sanzione disciplinare saranno addebitati dal Consiglio Direttivo  a carico dei responsabili.

 

  ARTICOLO 12

Sanzioni 

Con  riferimento all’art. 11 primo comma lettere a) b) c) dello Statuto,  le sanzioni disciplinari di cui alle lettere a) richiamo verbale, b) ammonizione scritta, c) sospensione temporanea del servizio fino a un massimo di sei mesi, vengono irrogate nei seguenti casi:

  1. a) per lievi violazioni regolamentari.
  2. b) per ripetuti richiami verbale.
  3. c) per il verificarsi di almeno di due ammonizioni.

 

La gravità delle infrazioni viene valutata tenendo conto delle situazioni contingenti.

 

ARTICOLO 13

Perdita della qualifica di milite volontario

 

La perdita di qualifica di milite volontario, oltre ai motivi indicati all’art. 6 – 1° comma lettera c) dello Statuto, avviene:

  1. a) per radiazione nei sottoelencati casi
  • L’appropriazione di compensi, spettanti all’associazione, avuti a qualsiasi titolo per prestazioni e servizi.
  • L’assunzione di sostanze stupefacenti o l’abuso di sostanze alcoliche.
  • Il litigio o la rissa in sede od in servizio fra militi o/e estranei quando non sia

provata la legittima difesa.

  • La promozione di opera di disgregazione, di dissoluzione o di insubordinazione o di

qualsiasi altra attività che in qualsiasi modo compromettano il buon nome o il buon

andamento dell’Associazione.

  • La denigrazione in qualsiasi forma o modo dell’onorabilità di altri Associati .
  • L’abuso del proprio grado
  • L’abbandono recidivo del servizio, le eccessive assenze ingiustificate alle iniziative

di formazione promosse dagli organi dell’Associazione, nonostante i ripetuti

richiami e provvedimenti disciplinari.

  • Il danneggiamento doloso delle proprietà sociali.
  1. b) per revoca, se per un periodo superiore a giorni 60, il milite, senza giustificato e plausibile motivo, tempestivamente comunicato all’associazione, non abbia svolto alcun servizio, o allorché venga meno il rapporto di continuità per il raggiungimento dei fini statutari;
  2. c) per decadenza , nel caso di sopravvenuta incompatibilità derivante da qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato od autonomo e per ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale con l’associazione.
  3. d) per dimissioni, ed in questo caso l’eventuale richiesta di reintegro non potrà, essere presentata se non sia trascorso almeno un anno dalle dimissioni stesse.

L’assunzione relativa al provvedimento  di perdita della qualifica  di  milite ad esclusione della fattispecie di cui al  punto c) , spetta al Consiglio Direttivo  che dovrà darne comunicazione all’interessato .

ARTICOLO 14

Guida degli automezzi

Il milite che intende accedere alla guida degli automezzi dell’”Associazione”,  utilizzati per i servizi ordinari, e di soccorso, deve:

  1. a) essere in possesso della patente di guida, di classe B , da almeno due anni
  2. b) inoltrare apposita stanza al Presidente.

Alla domanda dovrà essere riposto entro 30 giorni dalla protocollazione. In caso positivo potrà da subito guidare gli autoveicoli adibiti ai servizi ordinari, con esclusione delle ambulanze. Per l’abilitazione alla guida di quest’ultime dovrà effettuare alcune prove sotto il controllo del Responsabile dei Mezzi  e se ritenuto idoneo affiancherà durante le prime uscite l’autista in servizio al fine di prendere maggiore confidenza con i mezzi di soccorso. Terminata tale fase e dopo aver dimostrato un buon autocontrollo e capacità alla guida dell’ambulanza nei servizi ordinari sarà autorizzato all’uso dei mezzi di soccorso. Detta procedura potrà essere abbreviata nel caso di militi provenienti da altre Associazioni che abbiano già prestato servizio in qualità di autisti sui mezzi di soccorso, previa presentazione di idonea certificazione.

Nel guidare i mezzi di soccorso l’autista dovrà tener conto della condizione delle strade ed adeguarne la velocità alla stessa in modo da ridurre al minimo i disagi causabili agli occupanti il vano posteriore, nel rispetto di quanto previsto dal codice della strada in vigore.

ARTICOLO 15

La gestione amministrativa dei servizi

L’”Associazione” svolge la propria attività sulla base di programmi e piani di lavoro predisposti annualmente dal Consiglio Direttivo. Scopo principale della programmazione è quello di garantire l’effettuazione dei servizi sanitari di primo soccorso e di protezione civile, e di seguito quelli restanti indicati all’articolo 3 comma I dello Statuto.

La gestione amministrativa è affidata al segretario dell’”Associazione”; quella contabile al Responsabile finanziario e quella organizzativa al responsabile tecnico dei servizi. Detti responsabili nello svolgimento della propria attività, possono avvalersi della collaborazione di volontari o figure professionali.

ARTICOLO 16

Organizzazione dei servizi

L’organizzazione dei servizi è pianificata e diretta dal Responsabile Tecnico di concerto con il Presidente. Essa si articola in programmi settimanali predisposti sulla base della disponibilità di militi. La priorità nell’impiego dei militi deve essere riservata ai servizi richiesti dall’ASL territoriale. I servizi sono divisi nelle seguenti categorie:

  1. a) servizi di primo soccorso e trasporto sanitario effettuati per conto dell’ASL, nonché interventi di protezione civile in occasioni di calamità o a richiesta del Dipartimento di Nazionale di Protezione Civile ;

b)servizi di assistenza e primo soccorso in occasione di avvenimenti agonistici o manifestazioni, richiesti da enti pubblici o privati;

  1. c) servizi di trasporto sociale richiesti da enti pubblici;
  2. d) servizi di trasporto sociosanitario a domanda individuale;
  3. e) interventi di carattere solidaristico in occasione di eventi particolari 

 

ARTICOLO 17

Servizi di soccorso

L’equipaggio impiegato nei soccorsi è, di norma, composto da autista e da due militi, di cui almeno uno in possesso dell’abilitazione all’uso del defibrillatore (BLSD) e della qualifica regionale di “SOCCORRITORE” . All’interno dell’equipaggio, il milite avente i maggiori  requisiti per preparazione ed esperienza svolge le funzioni di leader, in mancanza del capoequipaggio,  ed ha il compito di coordinare e  controllare il corretto svolgimento delle operazioni di soccorso.. Per i servizi non di emergenza è sufficiente, oltre l’autista, la presenza di un solo milite  in possesso dell’abilitazione Basic Life Support and  Defibrilation (B.L.S.D.). il restante personale deve possedere una formazione non inferiore al primo soccorso con BLS.

Nell’effettuazione dei servizi di urgenza ed  emergenza il segnale acustico è opportuno che venga attivato solo al momento dell’innesto nella circolazione stradale primaria e tolto nelle vicinanze della strutture ospedaliera di arrivo. Durante tali servizi l’equipaggio deve tenersi in contatto costantemente  con la centrale operativa Liguria Soccorso (118).

I volontari durante il trasporto devono monitorare le condizioni di salute del paziente, e  nel caso si modificassero, avvertire immediatamente la Centrale Operativa. Al termine del servizio l’equipaggio dovrà assicurarsi che il vano sanitario sia in ordine efficiente e pulito così da poter rinnovare immediatamente l’operatività. Il rapportino di servizio deve essere compilato correttamente in ogni sua parte, e deve essere timbrato dalla struttura sanitaria od ente accettante. Qualora si debba effettuare un servizio di dimissione, occorre farsi rilasciare l’autorizzazione al trasporto dalla Direzione Sanitaria o dal medico di reparto responsabile. Qualora sorgessero difficoltà ad ottenere detta autorizzazione, il capo equipaggio, prima di lasciare la struttura ospedaliera deve contattare la  sede associativa e chiedere istruzione al responsabile di turno. 

ARTICOLO18

Formazione dei soccorritori

L’”Associazione”, organizza, all’interno della sede, corsi tenuti da istruttori associativi, per il rilascio della certificazione BLS (Supporto vitale di base) che abilita coloro che ne sono in possesso ad operare nei soccorsi di urgenza ed emergenza per la movimentazione degli infermi. In caso di organizzazione di corsi regionali da parte dell’Azienda Sanitaria Locale per il rilascio della qualifica di Soccorritore BLSD, l’”Associazione” provvederà ad iscrivere il numero dei militi assegnato. 

 

ARTICOLO19

Aggiornamento professionale

L’”Associazione”, al fine di garantire un elevato standard  qualitativo delle prestazioni di soccorso, organizzo invia, i propri militi a  corsi di aggiornamento e formazione.

I militi sono tenuti a partecipare alla prima sessione utile, previa perdita della qualifica di milite soccorritore, salvo giustificati motivi d’impedimento.

 ARTICOLO 20

Riconoscimenti

Ai militi volontari che si siano particolarmente distinti per lunga e continuativa attività di servizio (almeno 20 anni), con comportamento irreprensibile, saranno attribuiti, a discrezione del consiglio direttivo attestati, diplomi,  medaglie.

ARTICOLO 21

Nucleo di Protezione Civile

ll servizio di protezione civile viene svolto prioritariamente da militi iscritti nell’apposito elenco ed  aventi specifica  formazione  che hanno l’obbligo di frequentare, con cadenza periodica, i corsi di aggiornamento e specializzazione.

Il nucleo viene attivato, previo raccordo con il presidente,  ogni qualvolta si renda necessario il suo intervento in caso di calamità di ogni ordine e grado, in raccordo con le autorità  locali , regionali e nazionali.

Il nucleo fa  parte della colonna mobile nazionale ANPAS  di protezione civile e mette a disposizione i propri mezzi e militi secondo le necessità e le specializzazioni richieste dalla sala operativa ANPAS nazionale o regionale .

Tutti militi  hanno l’obbligo di indossare la divisa da lavoro  specifica di protezione civile, debitamente munita di iscrizioni ANPAS e tutti i dispositivi di protezione individuale previsti.

Il nucleo di protezione civile viene diretto, in ambito operativo, da un responsabile denominato Caposquadra e da un vice responsabile denominato  Vicecaposquadra.

Il Caposquadra viene nominato dal Consiglio Direttivo, individuando la persona avente i requisiti professionali idonei alla mansione  e resta in carica sino a revoca.

Il Caposquadra sceglie i propri vice, con rapporto fiduciario, dandone comunicazione dei nominativi al Consiglio Direttivo.

Durante le attività strettamente operative, il nucleo di protezione civile dovrà sempre prevedere la presenza del Caposquadra o del Vicecaposquadra; in assenza di dette  figure il ruolo di capo equipaggio sarà ricoperto dal milite volontario con la maggiore anzianità di servizio.   

Ai militi in servizio di protezione civile si applicano le precedenti disposizioni regolamentari oltre alla formazione  e i controlli sanitari, se previsti, secondo la normativa vigente.

 ARTICOLO 22

Esecutività

Il presente regolamento entrato in vigore a seguito dell’approvazione dello stesso da parte dell’Assemblea generale degli Associati in data 12/01/2015.